#BBF2016

17/07/2016 – BLUES BROTHERS RELOADED

La BBR Band, libera aggregazione di studenti, personale tecnico/amministrativo e docenti dell’Università di Salerno, nasce circa 15 anni fa, dalla passione per il Blues di 2 docenti di Ingegneria, Massimo De Santo “Jack Joilet Blues” e Antonio Pietrosanto “Elwood Blues”.
Dalle brevi esibizioni in occasione della tradizionale Festa della Facoltà di Ingegneria nel Campus dell’Ateneo Salernitano, la Band è passata in questi anni a veri e propri spettacoli degni di grandi ed esigenti platee in Piazze e Teatri della nostra Regione, tra i quali il Teatro C. Gesualdo ad Avellino, il Teatro delle Arti a Salerno, il Teatro Lendi di S. Arpino e “Piazza Italia” nel Centro Commerciale Campania a Caserta Sud, presentando un repertorio che ripercorre, oltre la grande storia del blues, le favole che hanno accompagnato l’infanzia di ciascuno di noi.

La serata del 17 luglio 2016 ed il concerto della Blues Brothers Reloaded Band al Baronissi Blues Festival ha avuto come scopo la raccolta di fondi per il “Sostegno a Distanza” di AVSI in Libano, dove migliaia di persone si rifugiano a causa della guerra in Iraq e Siria. L’emergenza più grande è l’educazione: per evitare che un’intera generazione vada perduta, il progetto di AVSI punta a riportare a scuola i più piccoli.

18/07/2016 – MASSIMILIANO D’ALESSANDRO

opening – 09,00 pm

Nato a Salerno, il 10 febbraio del 1981, Massimiliano impara a suonare la chitarra da autodidatta,
mentre lavora nella piccola azienda di famiglia allevando cavalli. Diventa parte di band locali e comincia a farsi conoscere nel territorio salernitano. Solo più tardi scopre di poter anche cantare, diventando front-man di gruppi musicali che lo avvicinano a diversi generi.
In seguito Massimiliano si avvicina al genere che più sente appartenergli, il blues, partecipando a diversi festival del settore in tutta Italia.

Nel 2015 partecipa ad X Factor 2015 come concorrente della categoria Over capitanata da Elio
raggiungendo la fase finale trasmessa in diretta tv su SKY.


Dopo l’esperienza di X Factor, Massimiliano sta lavorando al suo EP: si tratta di brani inediti in italiano scritti da lui e con la partecipazione di artisti del territorio campano (produzione Casa Lavica). Il progetto è il frutto di un nuovo sound, con un background blues ma con la contaminazione del pop elettronico. Al Baronissi Blues Festival sarà ospite con i Blues Experience, band salernitana che ha partecipato anche quest’anno ad appuntamenti Blues dell’Italia meridionale, quali Matera Blues e Pomigliano Blues.

18/07/2016 – LAURENCE JONES

TunnelsBristol

Laurence è un incrocio tra Eric Clapton e Buddy Guy.
Chitarrista inglese nominato miglior giovane chitarrista Blues europeo 2015.
Il suo successo si è sviluppato rapidamente, a partire da ben prima dell’uscita del suo 2012 – Thunder In The Sky. Classic Rock – Blues Magazine – Chiamalo il “Futuro del blues” e la “prossima grande cosa”.. con il secondo album “Temptation” il leader della band britannica Laurence Jones ha trasformato il suo potenziale da punta in brillantezza completamente formata, e si è ufficialmente laureato da ragazzo meraviglia a uomo principale. Il futuro del blues britannico.

19/07/2016 – JOE CHIARIELLO

opening – 09,00 pm

Joe Chiariello nasce il 5 ottobre del 1996 ad Agropoli (Salerno).
Nel 2009, all’età di 11 anni, ascolta per caso la versione di “Sweet Home Chicago” di Robert Johnson restandone folgorato, e preferendola alla ben più nota versione del pezzo ascoltata fino ad allora. Di lì a poco imbraccia la sua prima chitarra e inizia a studiarla da autodidatta. Il giorno in cui il padre esaudisce la sua richiesta di donargli il cd con le 29 storiche incisioni di Robert Johnson segna un punto di svolta nella sua vita: si appassiona al leggendario bluesman ed ai classici del suo repertorio, sorprende e quasi sconcerta per la facilità e la rapidità di apprendimento di brani che da sempre hanno messo a dura prova chitarristi di tutto il mondo, per il modo in cui riesce a produrre fedelmente la sua tecnica fingerpicking, nonché all’evocarne il canto.


E’ così che scopre la sua vocazione e inizia a tracciare un percorso più unico che raro nel panorama del blues in Italia. Figlio di Puccio Chiariello, bluesman di razza e chitarrista d’eccezione, Joe Chiariello ha imparato interamente da solo e rigorosamente da autodidatta tutto quello che è in grado di fare oggi. Dopo aver ascoltato sempre musica di qualità, essendo cresciuto in un ambiente che lo ha educato in questo senso, un giorno decise che avrebbe ascoltato esclusivamente il blues, quello delle origini, quello dei grandi padri fondatori del genere, quello che è universalmente riconosciuto come Delta Blues.

19/07/2016 – ROLAND TCHAKOUNTÈ

Roland Tchakountè è la prova vivente che il blues non ha confini. Nato in Africa, molto lontano dai campi di cotone che hanno formato lo stile dei suoi anziani predecessori, nel continente dove si respira animo festoso nonostante le grandi sofferenze, è un’artista delle anime erranti, la cui caratteristica e di saper superare le imposizioni e le regole musicali creando un mix perfetto tra il blues del Mississippi e i profondi testi africani. Ed è proprio grazie alla musica che riesce a comunicare lo stato di abbandono del suo continente africano, prendendo ispirazione dalle sue esperienze personali e dalla sua tradizione, con i ricordi delle ninne ascoltate da piccolo e i canti intonati dalle tribù Sahel che viaggiavano attraverso il Cameroon. Attualmente vive in Francia, ma non c’è angolo del mondo che non abbia visitato e palco dove si sia esibito: Stati Uniti, Canada, Indonesia, Vietnam, Malesia, Africa, Europa etc. Ha iniziato la sua formazione musicale attraverso lo studio delle percussioni passando poi alla chitarra ed in seguito al piano e all’armonica.


Si innamora del blues quando sente “Crawling Kingsnake” di John Lee Hooker, da quel momento in poi avrà solo un sogno: diventare un Bluesman. Il suo inconfondibile sound nasce da una perfetta fusione tra le sue origini africane con le sue influenze blues, unite alla particolarità di cantare il suo intero repertorio in Bamilèkè, il suo dialetto di nascita.
Roland Tchakountè vede la sua musica come una melodia primitiva, dalla quale crea un arcobaleno di sentimenti, ma è anche il suo mezzo per comunicare lo stato di abbandono nel quale si trova il continente Africano. Roland Tchakountè si è ovviamente ispirato ad artisti come: Sun House, Robert Johnson, Elmore James, Muddy Waters, etc… ma considera John Lee Hooker e Alì Farka Tourè come i suoi veri maestri. Il suo utopistico desiderio è di fare della razza umana un’unica e grande famiglia, senza alcuna distinzioni di razza o di colore.